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Nelle scorse settimane “Worx Informa”, la sezione del nostro blog dedicata ai costi deducibili per le diverse categorie di libero professionista, ha risposto ai dubbi degli Agenti di Commercio e di Grafici, Architetti e Designer.

Oggi estendiamo il raggio delle informazioni. E rispondiamo a una domanda che riguarda tutti i lavoratori e le lavoratrici con Partita Iva: quali sono i documenti da chiedere ai fornitori/negozianti per dedurre i costi e detrarre l’Iva?

 

costi deducibili

 

Costi deducibili e detrazione dell’Iva: quali documenti richiedere

Ecco per voi un’utile sintesi.

FATTURA

In fattura deve essere inserita una descrizione chiara della qualità e della quantità dei beni/servizi acquistati, per permettere al titolare di Partita Iva di dimostrare l’ inerenza dei costi sostenuti rispetto alla propria attività.

È necessario che la Fattura riporti:

  • una numerazione progressiva, attribuita da chi la emette
  • i dati identificativi del cliente (compreso il numero di partita Iva o il codice fiscale)
  • la natura, qualità e quantità dei beni ceduti o dei servizi effettuati
  • l’aliquota Iva applicata, l’imponibile, l’imposta e il corrispettivo totale.

Si ricorda che qualsiasi titolare di Partita Iva che non aderisca al regime forfettario o dei minimi, avendo un documento che espone l’IVA, potrà -sempre applicando le regole del caso- portarla in detrazione.

RICEVUTA FISCALE

La ricevuta fiscale è un documento che ha tutte le caratteristiche della fattura tranne una, ovvero: il documento non espone l’Iva. Vale a dire che il “prezzo” pagato resta lo stesso, ma l’Iva non viene conteggiata separatamente, quindi non è visibile nel documento.

La Ricevuta Fiscale non permette quindi di detrarre l’Iva. Riguarda in particolare i titolari di Partiva Iva che aderendo ai regimi agevolati e dei minimi, non sono tenuti ad emettere fatture con Iva.

SCHEDA CARBURANTE

Merita una descrizione a parte la Scheda Carburante che permette a tutti i liberi professionisti di dedurre i costi di carburante. Sono ovviamente ritenuti costi deducibili solo quelli riguardanti mezzi di trasporto (autovetture, motocarri o motocicli) utilizzati a fini lavorativi.

Tale documento permette, pur in mancanza di fattura/ricevuta fiscale (che i distributori di carburante non devono emettere), di dedurre il relativo costo e di detrarre l’IVA.

 Per essere riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate, la compilazione della Scheda Carburante deve seguire regole ben precise:

  • può essere compilata con cadenza mensile o trimestrale;
  • deve essere compilata in ogni sua parte;
  • per ogni periodo cui si riferisce, è importantissimo che vengano riportati i km finali del mezzo utilizzato a fini lavorativi.

Dal 2011, i titolari di Partita Iva possono, in sostituzione della scheda carburante, certificare i loro consumi esibendo l’estratto conto della propria carta di credito o bancomat.

 In questo caso, dal movimento devono emergere con chiarezza le seguenti informazioni:

  • data del rifornimento;
  • importo speso;
  • dati dell’esercente.

 

E ricorda: qualsiasi esercente o negoziante è tenuto per legge all’emissione dei documenti fiscali di cui sopra, su richiesta del cliente.

 

Hai ancora dubbi? 

Lo staff di Worx specializzato nell’assistenza dei lavoratori e delle lavoratrici con Partita Iva è sempre a tua disposizione, anche se non sei un nostro coworker. Per qualsiasi necessità, contattaci o passaci a trovare a Milano in via Cesare Battisti 21 (metro S. Babila). 

L’ufficio Partite Iva si allinea alle tariffe agevolate riservate agli iscritti Cgil, sia per gli appuntamenti che per la gestione contabile.

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